Gomme e Karting parte2

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Gomme e Karting parte2

Messaggio Da Ospite il Mer Lug 09, 2008 8:14 pm

MESCOLAMENTO

-- Mescolatore chiuso
I tre componenti fondamentali sono richiamati dai silos (la gomma a mano) ed inviati al mescolatore chiuso, un grosso contenitore detto anche bambury. Un computer controlla e gestisce le quantità, sia provenienti dai depositi, sia inviate al mescolatore.
La gomma, come già detto tagliata in pezzi, è immessa manualmente, dopo averne controllato il peso per rispettare la composizione desiderata.
Il plastificante è stoccato in silos fig 4, dai quali viene pompato verso il mescolatore, dopo aver subito un innalzamento della temperatura per favorire lo scorrimento. La sua viscosità è infatti piuttosto elevata.


Fig.4
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Il silo degli oli plastificanti
La polvere di nerofumo è invece aspirata dai sacchi nei quali è imballata. Fig 5


Fig.5
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Il sacco del nero fumo
Le quantità del plastificante e del nerofumo sono verificate in automatico tramite bilance elettroniche collegate al computer di gestione del bambury.
Il mescolatore chiuso fig 6, che opera a ciclo continuo in modo simile ad un gigantesco "Pastamatic", contiene un pistone che spinge e schiaccia gli ingredienti. Alla Vega ce ne sono due di produzione, da 100 e 30 kg ad ogni ciclo rispettivamente, e uno per l'attività sperimentale, che produce 1,5 kg per volta di mescole destinate alla preparazione dei prototipi. Alla base del bambury alcune pale rotanti rompono il denso amalgama in parti maneggiabili, raccolte da un addetto dalla bocca d'uscita.


Fig.6
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Nel mescolatore chiuso (o bambury) avviene la prima lavorazione della mescola
-- Mescolatore aperto
I tranci di composto devono passare ora nel mescolatore aperto. Si tratta di grossi rulli fig 7,attraversati i quali la mescola diventa più uniforme, sia per composizione che per densità, Il particolare percorso comporta una continua torsione accoppiata ad un'elongazione.


Fig.7
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Nel mescolatore aperto prosegue la lavorazione meccanica della mescola che acquista maggiore uniformità.
Per rifarsi all'esempio precedente, si può dire che il mescolatore aperto svolga l'azione del mattarello o meglio della macchinetta dotata di manovella, per stendere la sfoglia di pasta.
Lo schiacciamento tra le calandre produce un certo orientamento longitudinale del reticolo molecolare. Durante questa lavorazione, anche se l'attrito tra gli strati produce calore, la temperatura del composto diminuisce. Verso il termine del ciclo nel mescolatore aperto vengono inseriti a mano fig 8, vulcanizzanti, come zolfo, e acceleranti, necessari per le fasi successive.


Fig.8
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Verso il termine della fase nel mescolatore aperto , vengono aggiunti vulcanizzati e acceleranti.
La banda di mescola viene tagliata a strisce e immersa in una vasca (batch-off), fig 9, per il definitivo raffreddamento.
A questo punto la mescola è pronta ed è destinata al battistrada o ai fianchi per passare nella trafila ed assumere la forma, o meglio la sezione trasversale adeguata alle successive operazioni.


Fig.9
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Nella vasca si realizza in batch-off, un raffreddamento definitivo.

TELAIO GOMMATO
E' la struttura destinata a contenere la mescola, sia battistrada, sia di riempimento, che per le tele.
-- Tele
Il cuore della struttura è rappresentato dalle tele, le stesse sulle quali i piloti a volte dicono di trovarsi quando il battistrada è deteriorato o completamente consumato. Il tessuto a maglia piuttosto larga, circa i cm dilato, è formato da fili longitudinali, la trama, e trasversali, l'ordito fig 10. Il materiale del tessuto può essere nylon, rayon, poliestere o kevlar.


Fig.10
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La tela è formata da fili longitudinali (trama) e trasversali (ordito) e può essere di vari materiali.
La rete e la mescola (quella preparata per questo uso), passano sovrapposte in un grosso macchinario basato su una serie di rulli, nel quale in sostanza la gomma invade il tessuto che ne resta imprigionato. Al termine del ciclo si formano dei rotoli. Per evitare che i vari strati arrotolati s'incollino tra loro (il tessuto è al centro di ogni strato) in fase d'arrotolamento èinterposto un tessuto di supporto. Interessante la traslazione verso l'alto del gruppo rulli (festone) poco prima del completamento del rullo, che accumula il nastro, in quanto la produzione è continua e non può essere interrotta.
Le tele vengono tagliate con un certo angolo rispetto alla direzione longitudinale (di marcia, di rotolamento o della trama). fig 11


Fig.11
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Taglio obliquo delle tele
-- Anelli
Una parte fondamentale del pneumatico è il fianco, e più precisamente la zona vicina al cerchione, detta tallone (e vengono in mente le 3 viti antistallonamento a 120° all'interno del cerchio). La base del tallone è sorretta dal cerchietto, che dà rigidità alla zona a contatto con il cerchione. Si tratta di fili d'acciaio ottonato, che lega molto bene con la gomma. Quattro fili affiancati passano in una macchina che li immerge nella mescola, formando una piattina. L'anello è formato da 4 strati di questa piattina.
-- Riempimento
Il volume immediatamente superiore al cerchietto è occupato da una gomma di riempimento, ottenuta da una trafila con sezione cuneiforme fig 12


Fig.12
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La trafila fornisce la gomma di riempimento di sezione adatta ad essere inserita nel fianco del pneumatico

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